“Image, intericonicité, répetition” di Angela Mengoni

marzo 3, 2011

Angela Mengoni sur Marco Dinoi, Lo sguardo e l’evento. I media, la memoria, il cinemaImage, intericonicité, répetition

Angela Mengoni sur Marco Dinoi – Lo sguardo e l’evento. I media, la memoria, il cinema, Le Lettere, Florence 2008, 324 p.
ISBN 88-608-7118-2 et Clément Chéroux, Diplopie.
L’image photographique à l’ère des médias globalisés: essais sur le 11 septembre 2001, Le Point du Jour, [Cherbourg] 2009, 131 p.
ISBN 978-2-912132-61-1
.

Clicca qui per la recensione completa su Rheinsprung 11


“Costruire il reale: tra storia, testimonianza e cinema” di Massimiliano Coviello

ottobre 15, 2009

Lo spazio del reale nel cinema italiano contemporaneo
A cura di Riccardo Guerrini, Giacomo Tagliani, Francesco Zucconi
(Le Mani, Recco 2009; 144 pagine, brossura, ill. colori, 14 €)

Negli ultimi anni la critica cinematografica, ma lo stesso si potrebbe dire per quella letteraria, sembra aver riscoperto la propria fame di realtà. Questo di per sé non può che essere un bene, perché è una buona occasione per tornare a riflettere sul rapporto che il cinema stabilisce con il mondo e con i suoi significati, e soprattutto possiamo farlo alla luce degli eventi storici recenti.

E’ però vero che “il ritorno alla realtà” nel cinema italiano contemporaneo viene spesso declinato nelle forme brutali di un realismo tematico. In altre parole un film come Gomorra sarebbe realista perché parla di Camorra e in questo senso si potrebbe addirittura invocare un “ritorno al neorealismo”. Il limite evidente di una tale posizione, tutta interna ad un’idea di realismo ideologicamente impegnato, è di ignorare completamente il discorso formale del cinema, ossia le procedure e le tecniche con cui l’immagine cinematografica interroga, costruisce, decostruisce e ricompone il reale.

Clicca qui per la recensione completa su CarmillaOnline


“Lo spazio del reale nel cinema italiano contemporaneo” recensione di Simone Ghelli (FrameonLine)

giugno 20, 2009

Riccardo Guerini, Giacomo Tagliani, Francesco Zucconi (a cura di),
Lo spazio del reale nel cinema italiano contemporaneo

(Le Mani, Recco 2009; 144 pagine, brossura, ill. colori, 14 €)

Questa raccolta di saggi, che riflettono su quei film e quegli autori che hanno cercato (e stanno cercando) di restituirci un’immagine non riconciliata del nostro paese, è il frutto di un convegno, dal titolo omonimo, che si è svolto nel maggio del 2007 presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Siena. Il successo di critica e di pubblico di film come Gomorra (2008) e Il divo (2008) ha prepotentemente riportato alla ribalta il tema dell’impegno etico e politico del nostro cinema – per molti anni relegato nell’ombra a favore di un fondamentale disinteresse verso certe problematiche comuni – e reso più che mai attuale il tema di quel convegno, il cui titolo è stato preso in prestito da uno dei saggi in cui Maurizio Grande ha elaborato il concetto di “testualizzazione del reale”.

Parlare di contemporaneità in un paese come l’Italia, nel quale il presente vive da decenni sotto il ricatto del passato e dei suoi scheletri, significa gioco forza l’impossibilità di attenersi a facili periodizzazioni – dove e quando comincia la contemporaneità? – ma anche la volontà di non cadere in formule semplicistiche – il ritorno del neorealismo, ad esempio, che s’invoca da più parti ogni volta che appare qualche film di dichiarato impegno politico e civile.

Clicca qui per la recensione completa su FRAME on LINE


“Lo sguardo e l’evento – Marco Dinoi: il cinema, i media, l’impegno” di Mario Vetrone (WhipArt)

aprile 9, 2009

Parlare dell’opera di Marco Dinoi – scomparso poco più di una anno fa – non è soltanto un modo per ricordare una persona che molto ha dato alla teoria e alla pratica cinematografica, ma pure l’occasione, grossa, per parlare di questi ultimi anni di guerre vere e virtuali, sotto il profilo mediatico e non solo.
Per quanto concerne la parte teorica l’ultimo saggio di Dinoi, Lo sguardo e l’evento (edito nel 2008) rappresenta davvero un faro, offrendoci un ricco scandaglio delle tematiche attinenti all’interazione tra fatti di portata planetaria e relativo trattamento sul piano della comunicazione audiovisiva, trasvolando tra i media, la memoria, il cinema.

Parafrasando le righe introduttive dell’opera, dal “sembra vero” dell’anteprima di tutte le prime, la proiezione dei fratelli Lumiére del 1985, al “sembra un film” dell’attacco alle due torri, lo scarto cognitivo tra reale e immaginario sembra essere stato riformulato dall’attuale uso dei media, e non certo sulla via della piena comprensione. È proprio la ripetizione continua dell’impatto delle Twin Towers – priva di un’etica e di una dialettica del racconto – ad alimentare questa carenza sul piano cognitivo, e la produzione di quello che Dinoi chiama un “calco dell’evento”. L’esame parte dal pensiero di Jean Baudrillard, Serge Daney, Francis Fukuyama, Paul Virilio; vale a dire da tutti coloro che hanno riflettuto sul ruolo e l’uso dei media di massa nella nostra società, sul tipo di relazione scaturente dalla sovrapposizione tra immagini e reale. Un reale fagocitato dall’immagine, un futuro ri-mediato ad arte, un continuo attentato al senso: ecco la cifra prevalente della produzione giornalistica contemporanea e di certa fiction (intesa in senso lato), ecco l’attacco alla visione di un audience che si vuole imbrigliato, addomesticato.

Clicca qui per la recensione completa su WhipArt


Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.