Sguardi incrociati. Cinema, testimonianza, memoria nel lavoro teorico di Marco Dinoi

novembre 23, 2011

Sguardi incrociati. Cinema, testimonianza, memoria nel lavoro teorico di Marco Dinoi

a cura di Dimitri Chimenti, Massimiliano Coviello, Francesco Zucconi

Editore: Fondazione Ente dello Spettacolo
Collana: Frames
Pagine: 280
ISBN: 8885095623 9788885095625
Prezzo: € 14.90

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Dieci anni fa, l’11 settembre 2001, il mondo assistette senza fiato al reiterarsi ossessivo e sempre uguale della sequenza televisiva del crollo delle Torri Gemelle. Nel tentativo di reagire all’orrore, furono in molti a recitare come un mantra la frase “sembra un film”, aprendo la strada all’intuizione che in quel momento si stesse chiudendo un’era e che anche il cinema dovesse essere coinvolto in una profonda e radicale riscrittura della storia. Dimitri Chimenti, Massimiliano Coviello e Francesco Zucconi, curatori di Sguardi incrociati. Cinema, testimonianza, memoria nel lavoro teorico di Marco Dinoi (Fondazione Ente dello Spettacolo, pagg. 276, € 14.90) riprendono il filo delle teorie raccolte in Lo sguardo e l’evento, opera postuma di Dinoi, interrogandosi – proprio a partire da questa sequenza televisiva così fondamentale per il nostro tempo – sul ruolo dell’immagine e sulla sua capacità di guidare lo spettatore verso il ruolo di testimone. Il volume – in cui trovano spazio innesti di pensiero e teorie eterogenee – è un coro di voci teso a fornire una mappa, o quantomeno una guida, per destreggiarsi nel complesso percorso teorico tratteggiato nel libro di Dinoi, lasciandoci riflettere sulle eco visibili e invisibili dell’11 settembre sul cinema e spingendoci a ripensare l’«archivio di immagini del passato come un doppiofondo continuamente convocabile in seno al presente».

di Chiara Supplizi

(La recensione è già apparsa  sul numero 10, ottobre 2011, della “Rivista del Cinematografo”)


“Image, intericonicité, répetition” di Angela Mengoni

marzo 3, 2011

Angela Mengoni sur Marco Dinoi, Lo sguardo e l’evento. I media, la memoria, il cinemaImage, intericonicité, répetition

Angela Mengoni sur Marco Dinoi – Lo sguardo e l’evento. I media, la memoria, il cinema, Le Lettere, Florence 2008, 324 p.
ISBN 88-608-7118-2 et Clément Chéroux, Diplopie.
L’image photographique à l’ère des médias globalisés: essais sur le 11 septembre 2001, Le Point du Jour, [Cherbourg] 2009, 131 p.
ISBN 978-2-912132-61-1
.

Clicca qui per la recensione completa su Rheinsprung 11


PREMIO INTERNAZIONALE MAURIZIO GRANDE – VI edizione 2008-2009

dicembre 1, 2009

La giuria del Premio, presieduta da Gioia Costa, Bruno Fornara, Enrico Magrelli, Jean Paul Manganaro, Pietro Montani, Nicola Petrolino, Claudio Scarpelli, ha attribuito un encomio speciale allo studio di Marco Dinoi, Lo sguardo e l’evento. I media, la memoria, il cinema, Le Lettere, Firenze 2008.

Mercoledì 2 dicembre 2009
Ore 21.00 – Politeama Siracusa di Reggio Calabria

Luca Venzi (Università degli Studi di Siena) presenta il libro Lo sguardo e l’evento. I media, la memoria, il cinema

Clicca qui per scaricare la Lettera di comunicazione dell’encomio speciale al Premio Internazionale Maurizio Grande

Per maggiori info: http://www.circolochaplin.it/


“Lo sguardo e l’evento – Marco Dinoi: il cinema, i media, l’impegno” di Mario Vetrone (WhipArt)

aprile 9, 2009

Parlare dell’opera di Marco Dinoi – scomparso poco più di una anno fa – non è soltanto un modo per ricordare una persona che molto ha dato alla teoria e alla pratica cinematografica, ma pure l’occasione, grossa, per parlare di questi ultimi anni di guerre vere e virtuali, sotto il profilo mediatico e non solo.
Per quanto concerne la parte teorica l’ultimo saggio di Dinoi, Lo sguardo e l’evento (edito nel 2008) rappresenta davvero un faro, offrendoci un ricco scandaglio delle tematiche attinenti all’interazione tra fatti di portata planetaria e relativo trattamento sul piano della comunicazione audiovisiva, trasvolando tra i media, la memoria, il cinema.

Parafrasando le righe introduttive dell’opera, dal “sembra vero” dell’anteprima di tutte le prime, la proiezione dei fratelli Lumiére del 1985, al “sembra un film” dell’attacco alle due torri, lo scarto cognitivo tra reale e immaginario sembra essere stato riformulato dall’attuale uso dei media, e non certo sulla via della piena comprensione. È proprio la ripetizione continua dell’impatto delle Twin Towers – priva di un’etica e di una dialettica del racconto – ad alimentare questa carenza sul piano cognitivo, e la produzione di quello che Dinoi chiama un “calco dell’evento”. L’esame parte dal pensiero di Jean Baudrillard, Serge Daney, Francis Fukuyama, Paul Virilio; vale a dire da tutti coloro che hanno riflettuto sul ruolo e l’uso dei media di massa nella nostra società, sul tipo di relazione scaturente dalla sovrapposizione tra immagini e reale. Un reale fagocitato dall’immagine, un futuro ri-mediato ad arte, un continuo attentato al senso: ecco la cifra prevalente della produzione giornalistica contemporanea e di certa fiction (intesa in senso lato), ecco l’attacco alla visione di un audience che si vuole imbrigliato, addomesticato.

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